Erano circa due anni che non la vedevo. L’ultima volta era stata una calda serata di giugno in accompagnati da ottime Caipirinha al gusto di maracuja,
così per richiamare le nostre origini latine.

Entrambi affiancati dai rispettivi compagni di vita, era stata una serata divertente. Avevamo parlato di fotografia, di sogni, progetti, ci eravamo promessi di scattare e creare qualcosa insieme.

Lei, modella esperta, capace di comunicare attraverso il suo corpo, di trasmettere emozioni con uno sguardo.
Un uragano di passione, un vortice di sensualità.

Io, giovane fotografo alle prime armi, alla ricerca della propria identità, disperso, capace di guardare ma incapace di osservare. Vagabondo in un mondo artistico, ad allora ancora sconosciuto.

No, non sono ancora pronto per te cara amica mia, un giorno, prometto, ti racconterò attraverso la mia fotografia.

Di tempo ne è passato molto da allora, apro le porte di quello stupendo loft a Milano zona navigli, mi accoglie un grande amico con altri tre fotografi.
Ognuno di loro era pronto a raccontare di lei attraverso il proprio punto di vista.

Dieci del mattino, location molto luminosa, tempo un’ora e il sole si posizionerà di fronte alle nostre finestre.
Le menti cominciano ad immaginare, gli occhi ad osservare, la fotografia a narrare.

Nel frattempo il modo migliore per conoscerci e sorseggiare un buon caffè seduti intorno ad un tavolo.

Quanta magia c’è in te cara fotografia, riesci ad avvicinare perfetti sconosciuti. Domani probabilmente non vedrò più nessuno di loro, ora però sono i miei compagni di avventura,
ognuno con qualcosa da insegnami.

Il mio caffè è finito, guardo dentro la tazzina ed è rimasto solo lo zucchero che non si è sciolto,
sento dei passi morbidi arrivare dal piano di sopra, il suono sempre più pronunciato e definibile.

Carol, amica mia, che bello rivederti, quanto tempo è passato, sembra passato solo per me.
Tu sei rimasta bella uguale, io più preparato rispetto all’ultima volta.

Forza, è ora di iniziare, tutti pronti.
Lei con i suoi movimenti morbidi ci regala i primi scatti.
Che meraviglia!
Qualcosa però mi scollega dalla realtà,
smetto di scattare.

Ciò che sto facendo non lo sento mio, preferisco fermarmi ad osservare, riflettere. Giro intorno al set come un vagabondo confuso e disorientato.

Mi pongo la mia solita domanda: “Che cosa vuoi Cristian?” la risposta è sempre le medesima, prendila e scatta.

Ritorno nel mondo reale, con la differenza che questa volta è la mia realtà. Sembra che Carol posi solo per me,
siamo solo io e lei, nessun altro.
Quel vortice di passione è davanti al mio obbiettivo e questa volta mi sento pronto.

A voi il risultato: Carol secondo Cristian Villacres.

Model: Carolina Das
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Ph: Cristian Villacres
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